
Primavera 


BENVENUTA 

[...] Pantelej raccontò ancora qualcosa, e in tutti i suoi racconti avevano sempre la loro parte i lunghi coltellacci e sempre ci si sentiva l'invenzione. Egli doveva aver udito questi racconti da qualcuno, o li aveva inventati lui in passato, e ora che la memoria gli si era indebolita confondeva quel che aveva vissuto con quel che aveva inventato, finendo col non sapere più distinguere l'uno dall'altro.
[Anton Čechov, La Steppa]
Questo pensiero mi accompagna da lunghissimo tempo, praticamente da sempre. Sono sempre stato una persona disperatamente "attaccata" ai ricordi.
Secondo me è difficile trattenere nella propria memoria i ricordi. Nonostante ci si possa impegnare con ogni sforzo, nonostante ci si giuri che certe cose non le dimenticheremo mai... Alla fine, inesorabilmente, anche i ricordi più cari affievoliscono, vengono modificati, magari lentamente, magari dutante un arco lunghissimo di anni... Ma scivolano via, come sabbia tra le mani...
... Ed ora non so più se mio nonno è davvero così sorridente come lo ricordo, oppure non lo era... Ma in fondo poco importa, in un modo o in un altro vivrà sempre dentro di me.
La vita è terribile e meravigliosa, e per quanto terribile sia un racconto fatto in Russia, abbellito da corvi giganti, da coltellacci e da miracoli, apparirà sempre vero all'anima di chi ascolta, e forse solo l'uomo rovinato dai libri ascolterà scettico; ma egli pure tacerà.
[Anton Čechov, La steppa]
Ci sono davvero momenti in cui avrei voluto non aver mai studiato, in cui avrei preferito non avere tutte queste nozioni matematiche, scientifiche, nella testa che anni di Ingegneria mi hanno fissato a fuoco nei ragionamenti.
L'ignoranza a volte è un bene... Mi piacerebbe a volte reagire con la sorpresa e la credulità di un bambino, a certe cose che mi vengono dette, raccontate... Ma per poco però... Giusto il tempo perché la mia parte razionale prenda il sopravvento e mi faccia tornare ad essere ciò che sono.
Cinico, a volte... Ma non sempre ;-)
Finalmente ho ritrovato il tempo (e la voglia...) di leggere.
Ho appena finito di leggere questo libro, di Nina Berberova.
Se rapportassimo ai giorni d'oggi questa storia, parlrebbe di una ragazza che sogna il "vero" mondo attraverso la televisione, i programmi di Maria de FIlippi & Friends... E di un disperato, un rifugiato del mondo che vive nella speranza di ritrovare la felicità persa tempo fa...
Io odio Maria de Filippi & Friends... (detto con voce di puffo brontolone!)